Il Novecento: il secolo del bambino?

Il Novecento: il secolo del bambino?, a cura di Gecchele, M., Polenghi, S., Dal Toso, P., Azzano San Paolo: Edizioni Junior, 2017.

Il Novecento si era aperto con prospettive ottimistiche verso l’infanzia, sostenute dal progresso in campo medico-igienico; dalle riflessioni di pedagogisti, psicologi e altri studiosi; da un benessere socio-economico abbastanza diffuso e crescente, tanto che la celebre definizione di “secolo del bambino” si è affermata anche nel sentire comune.
Ma il Novecento è stato veramente il “secolo del bambino”? Le aspettative e le speranze iniziali si sono realizzate o gli eventi del secolo, come i conflitti mondiali, i totalitarismi, il consumismo, la globalizzazione ne hanno bloccato la realizzazione in parte o totalmente?
A tali quesiti il volume intende rispondere, con il contributo di studiosi italiani ed europei, presentando un’analisi storico-educativa del secolo appena trascorso che ne coglie incertezze, ansietà, contraddizioni, ma anche linee di sviluppo e di apertura nei confronti dei bambini e delle bambine e della tutela dei loro diritti.

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Fondazione del Circolo di studio Grégoire Girard

Il Circolo di studio Grégoire Girard raggruppa degli specialisti dell’educazione e della storia delle idee. Il fine di questo gruppo è di svolgere delle ricerche scientifiche su Grégoire Girard (1765-1850). Nello specifico, il collettivo intende contribuire all’avanzamento del lavoro di edizione degli scritti di Grégoire Girard, delle sue biografie, delle corrispondenze, dei manoscritti, ecc., che concorrono a chiarire l’opera di questo personaggio scientifico di rinomanza internazionale.

Circolo di studio Grégoire Girard

Anne Monnier, Le temps des dissertations. Chronique de l’accès des jeunes filles aux études supérieures (Genève, XIXe-XXe)

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La dissertation : un exercice scolaire au service de la formation de l’élite masculine ? A Genève et plus largement en Suisse romande, le processus de fabrication de la dissertation est lié en réalité au développement des écoles secondaires de jeunes filles qui s’organisent dès 1848 autour d’une culture moderne, dans laquelle le français prend le statut de voûte, la dissertation, celui de clé. A la suite des premières remises en cause de l’exercice à partir de 1955 pour son caractère élitiste, l’exercice ne disparaît pas. Il est cependant reconfiguré en profondeur dès 1980, en particulier dans la filière non gymnasiale désormais mixte : d’un moyen d’évaluation de la culture générale de l’élève, la dissertation devient progressivement un genre argumentatif permettant d’évaluer la culture scolaire littéraire acquise par l’élève dans le cours de français. Cette étude montre ainsi comment la dissertation en tant qu’exercice scolaire apparaît et se développe dans le cadre d’un projet politique précis, la démocratisation de l’enseignement, impliquant la mise en place d’un nouveau modèle de formation, la culture générale, dans lequel le français joue tout au long du XXe siècle le rôle de fer de lance.

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Tra disciplinamento sociale ed educazione alla cittadinanza.

A. Ascenzi, R. Sani, Tra disciplinamento sociale ed educazione alla cittadinanza. L’insegnamento dei Diritti e Doveri nelle scuole dell’Italia unita (1861-1900). 

Attraverso l’utilizzo di una molteplicità di fonti documentarie, il presente volume approfondisce per la prima volta le caratteristiche (programmi, contenuti, orari ecc.) e, soprattutto, le finalità rivestite, all’indomani dell’unificazione nazionale (1861), dall’insegnamento scolastico dei Diritti e doveri del cittadino, la disciplina introdotta nelle scuole di diverso ordine e grado della penisola con l’obiettivo di promuovere nelle nuove generazioni i valori della cittadinanza e il sentimento di appartenenza al nuovo Stato unitario. In realtà, come gli autori dimostrano al termine della loro articolata ed originale ricostruzione, esposto inevitabilmente ai condizionamenti ideologici e politici connessi con la struttura oligarchica del nuovo Stato, l’insegnamento dei Diritti e doveri del cittadino offerto nelle scuole italiane nel corso del primo quarantennio postunitario (1861-1900) era destinato a riproporre il profondo scarto tra la cittadinanza ideale, ossia quella delineata sulla base del riferimento ai ‘diritti’ e ai ‘doveri’ riconosciuti in astratto negli artt. 24-32 dello Statuto Albertino, e la cittadinanza reale, espressione della più complessiva idea di società – e di Stato – che le classi dominanti intendevano realizzare, caratterizzandosi, in sostanza, più che come uno strumento per la formazione di cittadini consapevoli dei loro diritti e doveri e in grado di farsi carico delle proprie responsabilità civili, come un insegnamento volto a far acquisire un sistema di regole e a legittimare, sotto il profilo etico e giuridico, l’ordinamento rigidamente classista della società e il sistema di valori propugnato dalle élites borghesi.

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Gesundheitswissen in der Schule

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Michèle Hofmann, Gesundheitswissen in der Schule. Schulhygiene in der deutschsprachigen Schweiz im 19. und 20. Jahrhundert

Stichwort Schulhygiene – welche Folgen hatte der Prozess der allgemeinen Medikalisierung ab der Mitte des 19. Jahrhunderts auf das Schulwesen? Am Beispiel der deutschsprachigen Schweiz untersucht Michèle Hofmann die nachhaltige Einflussnahme von Ärzten – als Vertreter einer zunehmend naturwissenschaftlich orientierten Medizin – auf die Volksschule. Sie zeichnet nach, wie diese Entwicklung zur Ausgestaltung einer Vielzahl schulhygienischer Maßnahmen führte, darunter etwa adäquat konstruiertes Schulmobiliar, gut beleuchtete Klassenzimmer, angemessene Dauer der Unterrichtseinheiten sowie regelmäßige ärztliche und zahnärztliche Untersuchungen der Schülerinnen und Schüler.

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Per tutti e per ciascuno

Per tutti e per ciascuno. La scuola pubblica nel Cantone Ticino dall’Ottocento ai giorni nostri. Volume a cura di Nelly Valsangiacomo e Marco Marcacci.
Pubblicato presso Armando Dadò editore con il sostegno della Società Demopedeutica (2015).

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